Restituire l’isola a chi la vive – una recensione

Forse la cosa più sorprendente di questa serie è che non racconta soltanto Pellestrina a chi non la conosce.

In qualche modo la restituisce anche a chi ci vive.

Perché ci sono luoghi che si attraversano ogni giorno senza più guardarli davvero.
Luoghi che diventano abitudine.
Sfondo.
Normalità.

E invece, fermandosi sui dettagli — i Murazzi, il vento, la pesca, il tempo dell’isola, la Grande Onda, il lavoro lento del merletto, i margini di Ca’ Roman — emerge qualcosa che spesso resta invisibile anche agli occhi di chi quel territorio lo abita.

Non una Pellestrina da cartolina.
Ma un’isola fragile, resistente, concreta.
Un luogo pieno di relazioni sottili tra acqua, lavoro, memoria e vita quotidiana.

Forse è questo il senso più profondo del progetto.

Non spiegare un territorio.
Ma aiutare a sentirlo.

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